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Il restauro

L’edizione restaurata di Tutto per mio fratello (1911) rappresenta un rarissimo documento di un film ritenuto ormai perduto che invece è stato fortunosamente ritrovato e quindi restituito alla visione del pubblico. Maria Vittoria Scarpetta (nipote di Vincenzo Scarpetta protagonista del film, e pronipote di Eduardo Scarpetta), riordinando l’archivio di suo fratello, l’attore Mario Scarpetta, prematuramente scomparso nel 2004, insieme a copioni teatrali, foto di scena e documenti vari, ha trovato una scatola di cartone che al suo interno conteneva una pellicola cinematografica. Portato il film alla Cineteca Nazionale, ci si è subito resi conto della sua importanza, ma soprattutto del pessimo stato in cui versava. In tutti questi anni, infatti, era stata conservata in condizioni non idonee a un film nitrato e pertanto, se non si fosse intervenuti tempestivamente con una operazione di restauro si sarebbe corso il rischio, nel giro di poco tempo, di perdere per sempre questo preziosa testimonianza filmata. La pellicola, purtroppo, presentava moltissime parti con la gelatina quasi del tutto asportata rendendo in diversi punti quasi indecifrabili le immagini, tanto che, ad esempio, alcune didascalie risultavano quasi del tutto illeggibili. Tuttavia, nonostante le pessime condizioni, il film era completo e conservava ancora le colorazioni originali.
Per risolvere al meglio questo tipo di difetti e per ricostruire una versione del film il più possibile fedele all’originale, si è deciso di intervenire attraverso un restauro in digitale con ritorno poi su pellicola in 35mm. Il film è stato scansionato, fotogramma per fotogramma, ad alta risoluzione (2K) e lavorato in digitale con il software “Revival”. Le didascalie più danneggiate sono state ricostruite digitalmente cercando di ripristinare il font originario. Successivamente, dai file digitali restaurati si è ottenuto un nuovo negativo da cui è stato stampato un positivo su pellicola. Le colorazioni originali sono state riprodotte facendo ricorso ad un procedimento specifico per i film d’epoca chiamato “metodo Desmet” dal nome del suo inventore, il restauratore belga Noël Desmet.
Il restauro è a cura della Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia. Tutte le lavorazioni sono state eseguite presso il laboratorio l'Immagine Ritrovata di Bologna.

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